Il DDL Bilancio 2025, recentemente presentato alla Camera, si compone di 144 articoli e introduce importanti novità in materia di detrazioni fiscali.
Prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista entro il 31 dicembre 2024, il Parlamento avrà l’opportunità di apportare modifiche e presentare emendamenti. Tra le misure più rilevanti figura sicuramente l’articolo 8, che si concentra sulle detrazioni fiscali per interventi edilizi, tra cui l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni.
Bonus Ristrutturazione per scale interne in vigore fino al 2024
Fino al 31 dicembre 2024, il bonus ristrutturazione consente una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute per interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo su edifici residenziali, sia su singole unità immobiliari che su parti comuni condominiali. Questo include anche la ristrutturazione delle scale interne o la loro installazione, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per singola unità immobiliare.
Novità Bonus Ristrutturazione 2025: cosa cambia
Il Bonus Ristrutturazione è stato prorogato anche per il 2025, mantenendo una aliquota di detrazione fiscale del 50% per gli interventi sugli immobili, ma con alcune limitazioni:
- per le prime case, la detrazione rimane al 50%, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare;
- per le seconde case, l’aliquota scende al 36%, con un limite di spesa di 48.000 euro.
Un’importante novità, poi, è l’eliminazione della possibilità di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, quindi le detrazioni dovranno essere ripartite in 10 rate annuali tramite la dichiarazione dei redditi.
Detrazioni fiscali 2025: quali sono i lavori agevolabili?
- lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
- interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).
Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:
- Rifacimento di scale interne e rampe,
- Costruzione di scale interne,
- Lavori di restauro e risanamento conservativo,
- Installazione scale di sicurezza.
- Il bonus ristrutturazione spetta anche per i lavori in economia, ovvero gli interventi eseguiti in proprio, ma in quest’ultimo caso fa riferimento solo alle spese per l’acquisto dei materiali.
Chi può beneficiare del Bonus Ristrutturazione?
Come previsto dal Tuir, possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. Non solo i proprietari dell’immobile hanno diritto a questa agevolazione, ma anche i nudi proprietari e gli affittuari con un contratto regolare. Inoltre, possono beneficiare del bonus anche:
- I familiari che vivono con il proprietario o il detentore dell’immobile;
- Il coniuge separato a cui è stata assegnata la casa;
- I membri di un’unione civile;
- Il convivente more uxorio.
Come si paga il Bonus Ristrutturazione
Per accedere alla detrazione fiscale è necessario effettuare il pagamento con mezzi tracciabili, come bonifico bancario o postale. Il bonifico deve essere “parlante”, ovvero contenere la causale che fa riferimento alla norma (articolo 16-bis del DPR 917/1986) e il codice fiscale del beneficiario della detrazione.
Infine, è importante conservare tutta la documentazione relativa ai pagamenti e ai lavori, come le fatture, le ricevute fiscali, e in caso di condominio, le delibere assembleari e le tabelle millesimali di ripartizione delle spese. Questi documenti saranno necessari in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Altre agevolazioni
Per chi non dovesse rientrare nelle caratteristiche del Bonus Ristrutturazione, ricordiamo che lo Stato Italiano prevede alcuni casi in cui è possibile applicare l’iva agevolata sulle scale da interno.
